
«Quando frequentavo il liceo, credevo
fermamente che quello dello scrittore
fosse il mestiere più bello del mondo.
Sempre legata a questa mia convinzione
di allora è rimasta in me, immutata per
tutto questo tempo, un’altra credenza:
l’unica forma tangibile di sopravvivenza
alla morte data agli uomini sono le loro
storie. Da ciò segue che chi racconta le
storie degli uomini dovrà
necessariamente avere a che fare con ciò
che verrà dopo di loro, e quindi, in un
certo senso, con l’eternità stessa
dell’uomo». Questa lunga citazione di
Sebastiano Vassalli può aiutarci a
comprendere una delle ragioni del
progetto “Scrittori&Giovani”, che quest’
anno propone un programma internazionale
dopo il successo della prima edizione
inaugurata da Luis Sepúlveda. Una
particolare attenzione è rivolta alle
giovani generazioni che frequentano le
scuole superiori con una formula
semplice ed efficace: ogni istituto,
attraverso un gruppo di classi, sceglie
(“adotta”) uno scrittore, tra i più noti
del momento, legge i suoi libri, ne
discute con gli insegnanti e poi lo
invita e lo incontra per un confronto
tra lettura e scrittura, realizzando
così un’esperienza reciproca di
conoscenza. Alla base del progetto sta
un’idea dell’Assessorato all’Istruzione
della Provincia di Novara che si
potrebbe sintetizzare così: «Dimmi
qualcosa e me lo dimenticherò, fammi
capire e potrei non ricordarmene, ma
coinvolgimi e riuscirò a capire; perché
la conoscenza non è una formula, è
un’esperienza». Ciò è maggiormente
importante all’interno della scuola
secondaria superiore attuale in cui la
lettura dei libri deve essere una scelta
strategica, rispetto ad altri strumenti
di comunicazione, per far nascere il
coinvolgimento emozionale e
motivazionale dei giovani. Infatti
un’opera letteraria fa incontrare i
giovani con i loro orizzonti d’attesa e
il loro immaginario: come scriveva
Proust, «ogni lettore, quando legge,
legge se stesso». Quest’anno, oltre agli
incontri nelle scuole ed eventi
collaterali, saranno realizzati diversi
momenti nei quali l’intera cittadinanza
potrà incontrare gli autori, sempre
personalità di primo piano chiamate a
dialogare a partire dal tema delle
radici. Come scrive Claudio Magris, al
quale è affidata l’inaugurazione, «quasi
tutte le diversità – di usi, costumi,
tradizioni, valori – possono e devono
essere superate in un dialogo fraterno»;
anche grazie alla letteratura che è,
secondo Tahar Ben Jelloun, che chiuderà
il ciclo, «la scommessa di
essere testimoni di un’epoca e delle sue
lacerazioni ». Ma vorremmo anche
riscoprire che il libro è un’occasione
irrinunciabile di incontro e di libertà.
Sergio Vedovato
PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI NOVARA
Paola Turchelli
VICEPRESIDENTE E ASSESSORE
ALL'ISTRUZIONE