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Un viaggio nella
letteratura on the road
con il cineforum di Scrittori&Giovani
Gli eventi collaterali del festival sono il
modo con cui i libri dialogano con la società e le altre forme di
cultura. La proiezione dei film I diari della Motocicletta
(mercoledì 15 aprile alle ore 21) e Notturno Indiano
(mercoledì 8 aprile, ore 21) sono due esempi di come il racconto si
faccia immagine, narrazione cinematografica. Anche qui non manca il
viaggio, nel Sud America per il film tratto da dai diari di viaggio
Latinoamericana (Notas de viaje) di Ernesto Che Guevara e nel
continente indiano per quello nato dalle pagine di Antonio Tabucchi.
Le proiezioni si svolgeranno presso il cinema Araldo di Novara in
collaborazione con il cineforum nord.
Notturno Indiano
(Notturno Indiano: regia Alain Corneau; cast: Clementine Celarie',
Otto Tausig, T.p. Jain, Ratna Bhooshan.
Anno di uscita 1989 - Francia - durata 110 minuti, genere drammatico.)
Un viaggiatore senza nome arriva a Bombay alla ricerca di un
amico. Il viaggio prosegue verso sud, verso Goa, passando per
Madras, ma è una pista falsa. Il mistero non è nel ricercato, ma
nell'investigatore: il suo è un viaggio iniziatico. Alla ricerca di
sé stesso, forse. Se non fosse per la conclusione cerebrale e
ciancicata, sarebbe un film perfetto come una conchiglia chiusa in
sé stessa, ma piena di echi. Il suo fascino inquietante nasce dal
contrasto tra la concretezza della realtà e lo sguardo assorto e
perplesso del viaggiatore, ora angosciato, ora attraversato da lampi
di follia. La musica di Schubert (Quintetto per archi in do magg.
D.956) risuona misteriosamente intonata a questo film
multitonale. Adattato da un romanzo breve (1984) di Antonio
Tabucchi, vinse il 1° premio al Florence Film Festival.
I diari della motocicletta
(I diari della motocicletta: regia di
Walter Salles;
cast Gael García
Bernal,
Mercedes Morán,
Jean Pierre
Noher.
Anno di uscita 2004 -Usa- durata 126 minuti; genere avventura)
Due giovani studenti universitari, Alberto Granado ed Ernesto
Guevara partono per un viaggio in moto che li deve portare ad
attraversare diversi paesi del continente latinoamericano. Quella
che doveva essere un'avventura giovanile si trasforma
progressivamente nella presa di coscienza della condizione di
indigenza in cui versa gran parte della popolazione. Quel viaggio
cambierà nel profondo i due uomini. Uno di loro diventerà il mitico
"Che" mentre l'altro, ancora vivente, e' medico a Cuba. Uno degli
applausi più lunghi alla proiezione stampa di Cannes 2004. Perché
tutti i giornalisti presenti sono 'comunisti'? Sicuramente no.
Perché credono che Castro sia solo un benefattore dell'umanità?
Ancora una volta la risposta e' no. Allora perché? Perché di fronte
a un cinema o sempre più plastificato o sempre più povero di idee,
un film che propone la gioventù come 'luogo' in cui scoprire dei
valori personali e decidere di impegnarsi per degli ideali, risponde
a un bisogno profondo. |