“Le radici”
il tema dell’edizione 2007 di “Scrittori&Giovani”

I libri sono oggetti che raccontano il mondo, stanno lì immobili eppure sono pronti a viaggiare, ad aprirsi in ogni momento e a descrivere l’immediatezza del presente, le aspirazioni e i sogni del futuro o ancora rievocare le orme del passato o i valori delle idee, quelle radici che legano ognuno di noi alla propria terra, alla cultura, all’identità personale e collettiva. Proprio “le radici” sono il tema scelto per la seconda edizione di Scrittori&Giovani dopo la precedente dedicata a “il sogno”. Gli scrittori invitati parlano lingue diverse così come sono profondamente diverse le culture e le nazionalità di provenienza. Eppure il dato che li accomuna è la loro fedeltà alle radici, fisiche e morali, sentimentali e intellettuali.

Tahar Ben Jelloun, protagonista dell’incontro conclusivo del 12 maggio, sviscera il rapporto tra la società occidentale e l’Islam, che in alcuni suoi libri ha spiegato ai ragazzi, e non solo, con l’intento di chiarire le idee confuse, di correggere gli errori storici e linguistici che si sentono spesso ripetere: «Le radici non le lasci. Sono e saranno comunque tue, fanno parte di te. Quando ti sposti hai come primo bagaglio i valori che hai mangiato e digerito». Sandra Cisneros dà voce appassionata alla condizione dei chicani e delle minoranze del contenente americano, Younis Tawfik racconta l’Iraq visto con gli occhi di un profugo, Bijan Zarmandili tratteggia l’estate crudele di una giovane coppia iraniana a cavallo tra amore ed impegno politico, Xiaolu Guo propone il viaggio di una ragazza cinese che lascia con molti rimpianti il suo Paese e si immerge, con il sorriso sulle labbra, in una Londra che si rivela più amara del previsto, mentre Cees Nooteboom, altro attesissimo ospite straniero di un’edizione di “Scrittori&Giovani” molto internazionale, ci fa attraversare gli infiniti luoghi in cui ha vissuto e in cui ha lasciato una parte di sé.

Tante voci, quindi, per approfondire, scoprire, conoscere e avvicinarsi alla magia della parola e della scrittura. L’apertura della rassegna sarà un incontro corale con Claudio Magris, che ha fatto delle origini giuliane e dei rimandi alla cultura mitteleuropea il filo rosso della propria scrittura, in un crogiuolo di culture dove anche maturano le ispirazioni di Giuliana Morandini. Un’altra delle presenze femminili del ciclo di Scrittori&Giovani è la “giallista” Margherita Oggero che ha radici nella scuola (la sua protagonista è infatti un’investigatrice professoressa). Radici sono anche la passione civile, l’onestà intellettuale, la ricerca della verità e il disvelamento delle ipocrisie dell’Italia di oggi secondo Andrea De Carlo o Enrico Brizzi, letti tanto dai giovani quanto dagli adulti. E accano alle storie della letteratura non manca l’accostamento alla Storia, con Alessandro Barbero e il suo Carlo Magno, per scavare fino alle radici del grande albero dell’Europa, fondata sulle piccole patrie. Infatti si riflette sulle radici partendo dal proprio territorio. E i giovani novaresi hanno l’occasione di farlo con un maestro della letteratura come Sebastiano Vassalli che, a proposito del fatto che il luogo dove si vive può piacere meno di altri più belli, di recente ha scritto: «il mio granello di felicità – quel granello di felicità che ogni uomo porta con sé nel mondo al momento di nascere – era sepolto in questo pianura dove vivo, tra il Ticino e la Sesia. Ancora non l’ho trovato, ma continuo a cercarlo». Noi con lui, grazie anche alle parole degli scrittori.

Roberto Cicala, Interlinea
curatore del progetto Scrittori&Giovani

Un ringraziamento a Roberto Carnero e a Sebastiano Vassalli per la consulenza letteraria

 

 

 

 
 
 

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