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Il sogno
I libri sono sogni e
talvolta sono uno straordinario specchio della realtà. Ce lo
insegnano i grandi scrittori. Edgar Alla Poe scriveva che «coloro
che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a chi sogna
soltanto di notte». Ma «i sogni sono irrinunciabili e la parola
scritta è la grande depositaria dei sogni» confessa Luis Sepúlveda
nel suo ultimo libro intitolato appunto Il potere dei sogni.
è proprio il celebre
autore cileno a inaugurare la prima fase, dedicata al «sogno», del
progetto “Scrittori&giovani” lanciato dalla Provincia di Novara.
Sepúlveda viene accolto e ospitato a Orta e incontra il pubblico,
giovane e adulto, ad Arona il 24 marzo 2006: in riva ai laghi
novaresi d’Orta e Maggiore non può esserci avvio più significativo
per l’itinerario di “Scrittori&giovani” perché da sempre sono le
tappe privilegiate dei
grandi e piccoli viaggiatori europei,
da Balzac a Nietzsche,
e spesso dei poeti, uomini capaci di sognare con le parole,
frequentatori più di altri di Orta. Si pensi a Robert Browning (che
qui compose il capolavoro Accanto al camino), Eugenio Montale
(le sue «Muse che stanno appollaiate» sulle balaustre delle ville
signorili) o Gianni Rodari, scrittore di fantasia e di sogni che si
sanno trasformare anche in impegno e testimonianza civile.
Gli scrittori del primo ciclo di incontri hanno avuto spesso a che
fare con i sogni: da quelli di ribellione dell’eroe liceale Jack
Frusciante di Enrico Brizzi, alle fughe dalla provincia degli
sgangherati Antò di Silvia Ballestra, ma anche quelli collettivi e
molto italiani radiografati dall’inglese Tim Parks, compresa la
«pazza fede» del calcio, fino ai sogni di un secolo, una generazione
o un’ora narrati da Melania Mazzucco in Vita e in Un
giorno perfetto.
Gli altri incontri si terranno a Novara, la città davanti alla
pianura balzata agli onori della letteratura grazie alla Chimera
di Vassalli, metafora di un sogno infranto. Lo scrittore, con altri,
sarà protagonista delle fasi successive del progetto, fondato sulla
scelta di libri e autori “adottati” dai giovani, nell’idea portante
che il verbo “leggere”, come amava dire Rodari, non deve essere
coniugato all’imperativo.
Ciò che conta è credere nella magia della parola e nei giovani. Come
ha scritto a proposito dei suoi figli Sepúlveda nella dedica alla
sua famosa Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a
volare (un grande sogno), possiamo dire che i giovani, i lettori
al centro di questo progetto, sono il «miglior equipaggio dei
nostri sogni».
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