
Sabato 21 aprile 2007
ore 10,30. Novara
Auditorium della Banca Popolare di Novara.
|
Claudio Magris
Claudio Magris è uno dei più autorevoli intellettuali
italiani; germanista e critico letterario, giornalista e scrittore,
è nato a Trieste nel 1939. Si è laureato all'Università di Torino
dove è stato ordinario di Lingua e letteratura tedesca, che ora
insegna a Trieste. Collabora ed editorialista al "Corriere della
Sera" e di altri periodici italiani e stranieri, ha contribuito con
numerosi studi a diffondere in Italia la conoscenza della cultura
mitteleuropea e della letteratura del mito asburgico, traducendo
anche Ibsen, Kleist e Schnitzler. Ha pubblicato numerosi saggi e
opere sull’argomento, fra i quali Il mito asburgico nella
letteratura austriaca moderna, del 1963,
Lontano da dove. Joseph Roth e la tradizione
ebraico-orientale (Einaudi, 1971) e Dietro le parole
(Garzanti, 1978); altri titoli sono Itaca e oltre,
Trieste. Un'identità di frontiera (in collaborazione con Angelo
Ara), L'anello di Clarisse. Del
1986 è il suo capolavoro, Danubio: suggestivo diario
sentimentale e viaggio nello spazio e nel tempo, da cui nel 1997 il
regista Pressburger ha ideato per il Mittelfest, uno spettacolo
teatrale itinerante. Danubio, tradotto in numerose lingue, è
stato scritto in gran parte a un tavolo del suo caffé triestino
prediletto, il Tommaseo. Con Microcosmi (pubblicato da
Garzanti come la maggioranza dei suoi libri) ha ricevuto il premio
Strega 1998, ma si ricordino ancora Un altro mare (in cui il
giovane Enrico, grecista e filosofo, s'imbarca per il Sudamerica, va
a fare il gaucho in Patagonia, e sparisce nell'anonimato e nella
solitudine) e Alla cieca, oltre al breve testo Il Conde.
Nel 2001 ha pubblicato per Garzanti Utopia e disincanto e
di recente La storia non è finita, testi saggistici su etica,
politica e laicità. Nella scrittura saggistica di Magris il dato
scientifico si fonde con quello umano, così come, nella sua
produzione narrativa, persone, luoghi ed esperienze di vita si fanno
spaccato di civiltà mitteleuropea. Magris è un maestro che ci
avverte quanto la cronaca s’intrecci con la storia e la quotidianità
con gli insegnamenti di chi ci ha preceduto.
|