Novara, giovedì 2 aprile, ore 21, Conservatorio Cantelli
David Grossman riceve il premio “Scrittori&Giovani”
per una letteratura di dialogo e pace

 David Grossman ritenuto tra i più grandi scrittori contemporanei,con stile semplice sa costruire opere cariche di un’intimità intensa e profonda. Il suo ultimo romanzo è A un cerbiatto somiglia il mio amore (Mondadori). È nato nel 1954 a Gerusalemme, dove tuttora vive. Ha cominciato la sua carriera in una radio israeliana in un programma per ragazzi. Noto in tutto il mondo per i suoi romanzi, editi in Italia da Mondadori (tra cui Vedi alla voce: amore), è anche autore di saggi sulla questione mediorientale come Il vento giallo e Un popolo invisibile: i palestinesi di Israele, e di libri per ragazzi (Un bambino e il suo papà). A Novara riceve il premio internazionale Scrittori&Giovani per una letteratura di dialogo e pace, perché «la guerra distrugge la fantasia, la creatività, che è il fuoco dell’esistenza».

Il libro - A un cerbiatto somiglia il mio amore

Israele, guerra dei Sei Giorni. Avram, Orah e Ilan, sedicenni, sono ricoverati nel reparto di isolamento di un piccolo ospedale di Gerusalemme. Il conflitto infuria e nelle lunghe e buie ore del coprifuoco i tre ragazzi si uniscono in un'amicizia che si trasformerà, molto tempo dopo, nell'amore e nel matrimonio tra Orah e Ilan. A distanza di parecchi anni da quel primo incontro, Orah è una donna separata, madre di due figli, Adam e Ofer. Quest'ultimo, che sta svolgendo il servizio di leva, accetta di partecipare a un'incursione in Cisgiordania nonostante siano ormai i suoi ultimi giorni di ferma. Orah, che aveva progettato una gita con il figlio per festeggiare la fine del servizio militare, decide di partire lo stesso. Non riesce infatti a vincere un oscuro presentimento che si agita dentro di lei, e d'altra parte non resiste all'idea di trascorrere altro tempo con l'incubo di essere svegliata nel cuore della notte, come da protocollo dell'esercito israeliano, e ricevere la notizia di una disgrazia. Orah tuttavia non parte da sola. L'accompagnerà Avram, l'amico degli anni di gioventù, che reca nel corpo e nell'anima le cicatrici profonde dell'incessante conflitto che lacera Israele. Con lui Orah inizia un viaggio che diventerà via via occasione di riflessione, rimpianto, ma anche di gioia e di tenera rievocazione. Fino a che arriverà il momento di tornare a fare i conti con la vita e con il presente che, tutt'intorno, preme inesorabile.

 
 

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