1. PIAZZA DELLE ERBE

 

Già piazza delle Beccherie Maggiori, poi piazza Nuova, quindi piazza di San Rocco e piazza della Verdura, è nota a tutti i novaresi come piazza delle Erbe, per quanto dal 1917 sia ufficialmente intitolata a Cesare Battisti. In epoca medievale fu sede della corporazione dei calzolai, che possedeva i portici del lato settentrionale e che nel 1555 la dotò di fognature e la fece lastricare. In seguito e ancora nell’Ottocento vi si teneva il mercato delle carni e degli ortaggi. Maria Antonietta Torriani nacque in un edificio affacciato sulla piazza: la sua famiglia abitò in quattro diversi appartamenti, allora contrassegnati con i numeri civici 104  (sul lato nord, in un’abitazione di proprietà del padre Luigi, contigua alle scuole Canobiane, dove insegnò la madre, Carolina Imperatori, e dove Maria Antonietta frequentò, insieme alla sorella, le scuole primarie), 102, 126 (sul lato orientale) e 101 (sul lato opposto, in casa Moschini). 
 


PIAZZA DELLE   ERBE (COLL. GUERRA)

 
«Quando io le vedevo giornalmente, la casa di san Giovanni non era più che una memoria rimpianta del loro monotono passato. La signora Caterina non aveva più fiori. Abitavano sulla piazza del mercato di contro alla nostra casa. [...] 
Per quanto di buon’ora si alzassero i vicini, nessuno riesciva mai ad essere tanto sollecito da prevenire le due zitellone. Quanto a me, a qualunque ora scendessi dal letto, le vedevo sempre sedute ai due lati del balcone, con due panierini di vimini ai piedi per riporvi le lane, il filo, le forbici e tutti gli arnesi da lavoro. La signora Rosa cuciva, tenendosi il lavoro sulla punta del naso perché era miope; e la signora Caterina faceva calze con una rapidità sorprendente, dalla parte del cuore, perché non poteva voltare il capo dall’altro lato. Aveva raccolta qualche novità da raccontare alla sorella, perché a quell’ora aveva già fatta la sua corsa giù nella piazza del mercato, per le provviste della giornata» (Senz’amore, p. 63).
 


 
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