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CULTO    
      CHIESA CATTOLICA

   

 
DIOCESI DI NOVARA
Via Puccini 11
tel 0321 661661
fax 0321 661662
www.novara.chiesacattolica.it

La Diocesi in cifre

Superficie: 4283 Kmq
Abitanti: 542247
Sacerdoti secolari: 388
Sacerdoti regolari: 133
Diaconi permanenti: 15
Parrocchie: 346
Vicariati: 8

Cenni Storici

La diffusione del Cristianesimo in terra Novarese risale con certezza alla metà del secolo IV con la predicazione di Gaudenzio, che fu pure il primo Vescovo di Novara, consacrato attorno al 398 da Simpliciano di Milano. Novara dal 406 con l’invasione dei Sarmati e poi dal V al VIII secolo subì le conseguenze, come tutto il Nord della penisola, delle invasioni barbariche, in particolare dei Longobardi. Quando Carlo Magno invase il territorio Longobardo, Novara non era un importante centro politico, piuttosto era un punto di riferimento religioso, in quanto il potere carolingio volle riconfermare la sede episcopale ponendola di una nuova circoscrizione religiosa del clero urbano, denominata pieve urbana. Furono anni in cui la volontà episcopale di evangelizzare le campagne portò alla nascita delle pievi, vale a dire una circoscrizione religiosa governata da un arciprete, il cui operato era controllato direttamente dal vescovo. Fu sempre nell’IX secolo, che potere religioso e civile iniziò ad identificarsi nella figura del vescovo, questo attraverso il controllo sulle pievi e sulle rendite ad esse collegato. La fine dell’IX secolo vide il susseguirsi di vescovi impegnati più nell’amministrare il potere temporale che quello spirituale, mentre la pianura si andava popolando di signori locali, che nei primi anni dello X secolo iniziarono ad incasellarsi, così da difendere le loro terre sia da nemici interni sia dalle scorrerie d’Ungari e Saraceni. Il vescovo si era dotato di vassalli a cui concedeva in beneficio le sue proprietà e in cambio chiedeva aiuto contro chi minacciava il suo potere, questo legame si acuì nei primi anni del XI secolo, quando le terre del vescovo di Novara erano minacciate dagli arduinici marchesi d’Ivrea, i quali puntavano a sostituirsi alla dinastia sassone che regnante, come poi avvenne nel 1002. Il suo regno durò sino al 1015, quando i vescovi, a cui aveva sottratto le terre e il potere, con l’aiuto dell’Imperatore Enrico II lo avevano sconfitto, negli anni successivi il potere episcopale non fu più minacciato, anche per l’efficienza del suo braccio armato, potendosi così ampliare approfittando delle donazioni imperiali. Con il 1037 il rapporto tra il vescovo e i suoi vassalli cambiò, in quanto fu concessa l’ereditarietà dei feudi, si formarono così vere e proprie famiglie, che di padre in figlio, si ponevano al servizio del vescovo, ciò capitò anche a Novara sotto l’episcopato del vescovo Riprando. Con il vescovo Oddone, il novarese assistette prima al concilio organizzato presso Fontaneto nel 1056, al fine di processare i patarini e al quale parteciparono i più importanti vescovi della pianura e poi nel 1072 nella cattedrale novarese fu consacrato l’arcivescovo imperiale Gotofredo da Castiglione. Gli anni successivi videro l’intera Europa impegnata nelle crociate e nonostante il potere episcopale su Novara rimase ben saldo per ancora un secolo, nel XII secolo a Novara nasceva il Comune, questa fu solo uno dei cambiamenti a cui assistette la città, infatti, si stava diffondendo un movimento di pauperes che protestava contro il potere del vescovo e contro la tassazione imposta dalla chiesa, ad imporre un accordo ci pensò l’Imperatore Enrico V, i quali dopo aver assediato e distrutto le mura della città, impose un nuovo vescovo e richiamò i cittadini alla concordia. Nonostante quest’intervento il malcontento rimaneva tra gli strati più umili della società. I primi anni del XIII secolo segnò l’incrinarsi dei rapporti tra il comune e il vescovo Sigebaldo, per quanto riguarda i territori presso i borghi franchi di Borgomanero e BorgoSesia, mentre in città i rapporti tra le famiglie in continua lotta per il potere gli imponeva di fungere da pacere. Il XIV secolo segnò l’arrivo in città di numerosi ordini religiosi che si stabilirono sia all’interno delle mura sia nei borghi circostanti, con la nomina di Giovanni Visconti nel 1331, il novarese passava sotto l’influsso della potente famiglia dei Visconti, gli successe Guglielmo da Cremona, agostiniano molto colto, che molto si dedicò alla riforma degli statuti della riviera d’Orta. Il XIV secolo si chiuse con il vescovo Oldrado Manieri, il quale dovette subire le difficoltà della guerra e le decisioni di Galeazzo II Visconti, allora signore di Novara. Il periodo che precedette la grande stagione di riforma post-tridentina, rappresentata da grandi figure di riformatori, fu un periodo convulso che vide succedersi numerosi vescovi, nel frattempo furono anni caratterizzati da una riscoperta della religiosità cittadina con la nascita di molti monasteri. Con la fine del XVI secolo anche a Novara, fautore il vescovo Bascapè, giunse quella ventata di riforme, che il Concilio di Trento aveva imposto, così il vescovo si occupò direttamente dei problemi della diocesi, visitandola, ma anche vistando monasteri e imponendo il ritorno ad un maggior rispetto delle regole conventuali, in generale si volle agire contro il lassismo diffuso e dovuto al mancato controllo delle autorità religiose, questo soprattutto nei conventi. Principale fautore di questo rinnovamento fu monsignor Bascapè. Il secondo Seicento fu un periodo in cui la chiesa novarese s’impegnò a continuare la riforma iniziata sul finire del Cinquecento, dopo le guerre, carestie e pestilenze dei primi anni del XVII secolo, così furono convocati Sinodi, compiute visite pastorali in tutta la diocesi, fu rinnovata la formazione del clero e si rinnovò l’interesse per le confraternite tra i laici. Il Settecento dopo i primi anni in cui la chiesa, approfittando di un periodo di pace continuava la propria riforma, vedrà la diocesi doversi scontrare, sul finire del XVIII con le istanze giacobine. Il periodo sabaudo fu contraddistinto dalla nomina di vescovi d’assoluta fedeltà al nuovo Re, così da garantire un controllo assoluto sulle terre di recente acquisizione. La seconda metà del Settecento vide l’episcopato di mons. Balbis Bertone, il quale dovette saper conciliare le spinte innovatrici derivanti dal diffondersi dei lumi e gli obblighi derivanti dalla sua carica, egli lasciò la chiesa novarese all’indomani della Rivoluzione francese a mons. Bronzo del Signore. Il suo episcopato durò sette anni e si orientò verso una riforma del clero, fu invece mons. Vittorio Filippo Melano ad affrontare le guerre napoleoniche e le leggi contro il clero imposte dai francesi. Di fronte a queste ingerenze del potere civile negli affari della Chiesa, il vescovo si mostrò disponibile al compromesso e al dialogo, nel solo interesse di risparmiare alla città inutili sofferenze, ma per fare ciò dovette scontentare quella parte della società, compresi numerosi parroci, che non intendevano ammettere l’ingerenza francese nelle questioni religiose. Fu con il vescovo Morozzo della Rocca che si ebbe la Restaurazione e la riforma del clero, messa in pratica attraverso la riforma dell’educazione e di ritorno ai dettami tridentini, nonostante fosse un’epoca segnata dai moti costituzionali e rivoluzionari. Da sottolineare fu la sua amicizia con padre Rosmini. Gli successe Giacomo Gentile il quale traghettò la diocesi attraverso le tristi giornate di Novara prima e poi quelle più gloriose dell’unità nazionale. Il suo impegno fu capillare, iniziò dal visitare la diocesi per poi dedicarsi ad opere di carità e alla riforma della vita religiosa.

Quattro presuli sono venerati come santi: Gaudenzio, Agabio, Lorenzo e Adalgiso; beato è benedetto Odescalchi, divenuto Papa Innocenzo XI; assai ricordato per l’opera di riforma della Diocesi in epoca post-tridentina sul modello borromaico il servo di Dio Carlo Bascapè.

- Carlo Bascapè, Novaria seu de ecclesia novariensi (1612), Novara 1992.

- Bascapè sulle orme del Borromeo. Coscienza e azione pastorale di un vescovo di fine Cinquecento, a cura di Dorino Tuniz e Germano Zaccheo, Novara 1994.

- I Sacri Monti di Varallo e Arona dal Borromeo al Bascapè, a cura di Angelo Stoppa, Novara 1995.

- Girolamo Antonio Prina, Il trionfo di S. Gaudenzio, Novara 2009.

- L’antico duomo di Novara e il suo mosaico pavimentale, a cura di Mario Perotti, Novara 1995.

                                                          (testo di Lorandi Giacomo, © Interlinea / Novara on line - Tutti i diritti riservati)


Il Vescovo
Monsignor Renato CORTI (nella foto)
123° successore di San Gaudenzio
nato a Galbiate (Co) il 1/3/1936
eletto vescovo di Novara il 19/12/1990
Via Puccini 11, tel. 0321 627045 fax 661663

Strutture diocesane in Novara
- Caritas Diocesana, via S.Gaudenzio 11, tel. 0321 627754 / 628274
- Seminario Diocesano, 
  via Monte S.Gabriele 60, tel. 0321 431012
 

      PARROCCHIE DI NOVARA
       
- Cattedrale S.Maria Assunta, piazza Repubblica, tel. 0321 35634
- Centro - S.Eufemia, via M.Ricotti 15, tel. 0321 625152
- Centro - S.Gaudenzio, via G.Ferrari 20, 0321 629894
- Centro - S.Pietro al Rosario, via Tornielli 6, tel. 0321 35634
- Centro - S.Marco, via dei Gautieri 1, tel. 0321 611636
- Centro - Monserrato, via Monte Ariolo, tel. 0321 612158
- Madonna Pellegrina, via Dellavecchia 8, tel. 0321 452367
- S.Agabio, corso Milano 27, tel. 0321 627032
- S.Andrea, via Maestra 10, tel. 0321 477628
- S.Antonio da Padova, corso Risorgimento 98, tel. 0321 474223
- S.Eustachio al Torrion Quartara, Strada vecchia, tel. 0321 431019
- S.Francesco, via Rizzottaglia 14, tel. 0321 456740
- S.Giuseppe, via Monte S.Gabriele 1, tel. 0321 620045
- S.Maria alla Bicocca, corso 23 Marzo 290, tel. 0321 402085
- S.Michele all’Ospedale, corso Mazzini 18, tel. 0321 373351
- S.Rita, via Belvedere, tel. 0321 627189
- S.Rocco, via Gibellini 20, tel. 0321 473259
- Sacra Famiglia, via Udine 1, tel. 0321 431210
- Sacro Cuore di Gesù, via Scavini 18, tel. 0321 453854
- S. Martino, via Agogna 10, tel. 0321 612240
- Pagliate SS. Pietro e Paolo, piazza Bertotti, tel. 0321 91168
- Veveri S. Maiolo, via Verbano, tel. 0321 471372
- Vignale Regina della Pace, 
  corso Risorgimento 416, tel. 0321 56137
- Lumellogno SS.Ippolito e Cassiano, 
  vicolo Canonica, tel. 0321 469127
- Olengo Maria SS.ma della Neve, piazza Chiesa, tel. 0321 464905
- Pernate S.Andrea apostolo, piazza della Chiesa, tel. 0321 636639

Chiese non parrocchiali
- S.Nazzaro alla Costa (Frati minori cappuccini), 
  viale Curtatone 46, tel. 0321 392795
- Maria Auliliatrice (Salesiani), 
  baluardo Lamarmora 14, tel. 0321 623248
- Domenicani, Agognate, tel. 0321 623337
- San Giovanni decollato, vai Puccini 9, tel. 0321 612172
 
      ALTRE CHIESE
       
- Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, 
  viale Buonarrotti 22/A; tel. 0321 611185.
- Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, 
  corso della Vittoria 5; tel. 0321 612995.
- Comunità Cristiana Evangelica Adi, 
  strada Cascinone 2; tel. 0321 695119. 
- Testimoni di Geova, via per Novara (Cameri), tel. 0321 471360.

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