4. OSPEDALE MAGGIORE

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Il cosiddetto Ritiro per le Esposte e la facciata principale, che guardano su corso Mazzini, furono progettati da Stefano Ignazio Melchioni nel 1822 e 1826. Il grande complesso si è formato attraverso numerosi interventi di allargamento e risistemazione di un nucleo originario costruito sin dal 1628. Il notevole cortile, con portici e loggiati, è opera del 1643 di Gian Francesco Soliva. 
 

«Dunque la mattina del giovedì la Nanna fu trasportata all’ospedale di Novara sul carro del Comune, e la Maddalena l’accompagnò camminandole accanto coi panieri della verdura che doveva vendere al mercato. 
I due vecchi avevano trovata la figliola molto malandata. Tuttavia non davano grande importanza a quella malattia. [...] 
La Nanna rimase all’ospedale circa due settimane; ed ogni giorno di visita, la Maddalena andò a vederla colle tasche rigonfie di tante cose da mangiare da far fare indigestione ad un tacchino. Ed ogni volta venne frugata alla porta, e le furono sequestrate quelle larghezze, ed entrò dalla figliola colle tasche vuote, brontolando contro i regolamenti severi dell’ospedale. 
Però, grazie a quei regolamenti severi, l’ammalata non commise imprudenze, e poté guarire in poco tempo. Martino andò anche lui a veder la Nanna ogni festa; sedeva accanto al letto, spesso stava zitto una mezz’ora, ed era poi tutto impacciato nel dare un bacio alla figliola malata prima d’andarsene. Quando parlava le diceva dell’argento: la mamma lo aveva comperato coi pochi
quattrini di lui uniti a quelli guadagnati dai figliolo in risaia. [...]

  


OSPEDALE MAGGIORE (COLL. GUERRA)

E rideva, e si mostrava contento, poveretto. Ma nell’uscire dalla crociera, in mezzo a quelle due file di letti turchini, lasciando là dietro la sua figliola, pensava che avrebbero potuto morire le malate dei letti vicini, ed allora la Nanna si sarebbe trovata distesa fra due morte. E brontolava: “Maledetto argento!”» (In risaia, p. 34-35). 


 
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