3. SANT'EUFEMIA

 

Chiesa barocca costruita nella seconda metà del Seicento, che mostra evidente un’impronta borrominiana. Sorge sui resti di una chiesa romanica, ha pianta a croce latina con una sola navata. La facciata risale al 1698. 

«[...] appena fummo in istrada, dissi alla Titina: “Andiamo a messa a Sant’Eufemia!” 
Lei non fece opposizioni. Ci mettemmo d’accordo per dire alla serva che non ne parlasse con nessuno e via di corsa, perché era assai lontana quella chiesa. 
Entrammo che la messa era cominciata. Il prete leggeva l’epistola. Nell’aprir la porta urtai la figura colossale del mio Fausto, che stava in piedi, proprio accanto alla porta, come fanno i giovinotti, forse per dimostrare che sono là contro la loro volontà ed impazienti d’andarsene. 
Ci guardò entrare, ci tenne dietro mentre cercammo un posto, e quando l’ebbi trovato poco discosto da lui per poterlo vedere, si voltò verso di noi, trascurando l’altare. Io feci altrettanto. Lo guardai intensamente, pazzamente tutto il tempo della messa» (Un matrimonio in provincia, p. 53). 


 
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