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Il
palazzo, oggi annesso all’Ospedale Maggiore e sede universitaria, fu
costruito grazie all’elargizione della contessa Giuseppa Tornielli
di Vergano, vedova Bellini, proprio perché ospitasse una scuola
tecnica aperta a maschi e femmine. L’edificio, su di un’area messa
a disposizione dal Comune, fu portato a termine nel 1837, su progetto
dell’architetto milanese Pestagalli. Maria Antonietta Torriani
frequentò la scuola tra il 1850 e il 1853.
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«Altre volte, nelle scuole, anche civiche e governative, gli esami alla fine dell’anno scolastico si facevano in pubblico, alla presenza del sindaco, del prefetto, e di tutte le autorità cittadine.
Specialmente nelle scuole femminili, gli esami erano una pompa, e vi si faceva più mostra di vanità che di sapere. Le interrogazioni e gli esperimenti erano combinati in modo da far figurare le allieve migliori, e da lasciare nell’ombra le mediocri. [...]
Ogni insegnante chiamava quella che sapeva meglio istruita nella sua specialità, e pregava qualche personaggio autorevole d’interrogarla.
Ed il pubblico, dopo aver uditi tre o quattro pappagallini ammaestrati ripetere le gesta di qualche eroe più o meno leggendario, enumerare dei fiumi e dei monti, e delle città capitali, eseguire qualche operazione aritmetica irta di moltiplicazioni e di segni difficili a capire, rimaneva sbalordito di tanta scienza»
(I ragazzi di una volta e i ragazzi d’adesso, p. 115).
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