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Bibliografia
letteraria novarese del Novecento |
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Dino
Garrone nacque a Novara nel 1904, morì in giovane età a Parigi nel
1931; fu storico della letteratura e scrittore. Studiò e si laureò in
Lettere a Bologna con una tesi su Verga (pubblicata postuma nel 1941 da
Luigi Russo); visse poi a lungo a Pesaro, alternando i suoi soggiorni in
questa città a numerosi viaggi. Dopo aver esordito su alcune piccole
riviste, collaborò ai periodici più significativi del tempo, tra cui
“La Libra”, con articoli di critica e polemica letteraria, saggi e
racconti. La personalità di Garrone, complessa e problematica, può
rappresentare il simbolo di una generazione che, formatasi alla vigilia
del fascismo, al fascismo dette la propria romantica adesione, nella
illusione di poter ritrovare in quell’ideologia la forza capace di
risanare i secolari mali dell’Italia. Garrone ebbe comunque una sua
sicura personalità, nobilmente appassionata: come prova anche la sua
predilezione per uomini come Serra, Gobetti, Slataper, gli esempi
letterari dei quali sono spesso rintracciabili nella sua prosa più
valida. Bibliografia delle opere Le
opere sono state pubblicate tutte postume: Prose,
Ancona, All’Insegna del Conero, 1934; Lettere,
Firenze, Vallecchi, 1938; Fiducia
mattutina: lettere ad un amico, Rovereto, Manfrini, 1938; G.
Verga, Firenze, Vallecchi, 1941; Sei
prose, Milano, Scheiwiller, 1942; Epistolario
di Dino Garrone e E. Persico, Forlì, 1943; Sorriso
degli Etruschi, Milano, Bompiani, 1944; Le
più belle pagine, a cura di D. Lombrassa, Firenze, Vallecchi, 1973. Bibliografia essenziale della critica G.
Bellonci, “Il Giornale d’Italia”, 19 aprile 1938; L. Russo, in La
critica letteraria contemporanea, III, Bari, Laterza, 1943; C. Bo,
in Nuovi studi, Firenze, 1946;
D. Lombrassa, Introduzione a
D. Garrone, Le più belle pagine,
Firenze, Vallecchi, 1973. (a
cura di Roberto Cicala) |
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