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Gianni
Rodari nacque a Omegna (oggi in provincia di Verbania), sul lago d'Orta,
il 23 ottobre 1920. il padre aveva un negozio di commestibili e gestiva
un forno da pane, essendo il suo mestiere quello del prestinaio. Casa e
bottega erano vicini al lago, che «giungeva a pochi metri dal cortile
in cui crescevo», scrisse più tardi ricordando gli anni dell'infanzia,
prima della morte del padre, a causa di una broncopolmonite presa
perché era uscito in strada durante un temporale a prendere un gattino
che era rimasto imprigionato dalle pozzanghere. Era il 1929. La madre
trasferì la famiglia a Gavirate (Varese) dove Gianni terminò le
elementari e, dopo aver studiato per qualche anno in seminario, nel 1937
si diplomò maestro elementare a Varese. Fece l'istitutore presso una
famiglia ebrea di Sesto Calende, si iscrisse all'Università Cattolica,
senza mai laurearsi, fu maestro elementare in diversi paesi del
Varesotto. Valutato «insufficiente» come insegnante, perché si era
rifiutato di assumere un incarico nel partito fascista, Rodari, dopo il
25 luglio 1943 incominciò la collaborazione con «resistenti
comunisti» e l'anno dopo, nel maggio 1944, si arruolò nella Squadra di
azione Patriottica di Saronno. Iscrittosi al Partito Comunista Italiano,
ne diventò funzionario. Nel marzo 1947 fu chiamato a «L'Unità» di
Milano come inviato speciale. Sul quotidiano pubblicò le prime
filastrocche per bambini. Nel 1950, a Roma, diresse «Il Pioniere», cui
diede un significativo contributo come scrittore e come organizzatore di
un progetto educativo. Sposato con Maria Teresa Ferretti da cui ebbe una
figlia, Paola, passò a dirigere «Avanguardia», settimanale della FGCI.
Nel 1956 rientrò a «L'Unità» di Roma come capocronista e poi nel
1958 a «Paese Sera», dove lavorò come inviato speciale, commentatore
e corsivista fino alla sua scomparsa, awenuta a Roma il 14 aprile 1980
per collasso cardiocircolatorio a seguito di un intervento operatorio
per liberare una vena occlusa nella gamba sinistra. Nel 1970 vinse il
Premio Andersen, prestigioso riconoscimento alla sua opera di scrittore
per l'infanzia.
Bibliografia delle opere
La
sua produzione letteraria spazia dalle filastrocche alle raccolte di
poesie, dai testi teatrali ai romanzi, dagli articoli ai reportage di
viaggio, dai saggi ai libri per ragazzi. Per una descrizione della
composizione delle diverse opere si rimanda alla Biloliografia
delle opere di Gianni Rodari e degli scritti critici a lui dedicati di
Carlo Bonardi Firenze, Giunti, 1981 e anche alla Bibliografia ragionata di Pino Boero (Leggere Rodari, Pavia, Amministrazione Provinciale, Ufficio Scuola,
1981). Tra gli innumerevoli titoli sempre ristampati (e tradotti in
tutto il mondo) segnaliamo: Il
libro delle filastrocche, prefazione di D. Lajolo, Roma, Edizioni
del «Pioniere», 1950; Il romanzo
di Cipollino, illustrazioni di R. Verdini, Roma, Edizioni di Cultura
Sociale, 1951; Le avventure di Cipollino, Roma, Editori Riuniti, 1957; Il
viaggio della Freccia Azzurra, Firenze, Diffusione Stampa, 1954; poi
con varianti e con il titolo La Freccia Azzurra, Roma, Editori Riuniti, 1964; Gelsomino
nel paese dei bugiardi, ivi, 1958; Filastrocche
in cielo e in terra, disegni di B. Munari, Torino, Einaudi, 1960; Favole
al telefono, disegni di B. Munari, ivi, 1962, Il libro degli errori, disegni di B. Munari, ivi, 1964; Venti
storie più una, Roma, Editori Riuniti, 1969, Tante
storie per giocare, illustrazioni di Paola [Rodari], ivi, 1971, Grammatica
della fantasia, Torino, Einaudi, 1973; C'era
due volte il barone Lamberto ovvero I misteri dell'isola di San Giu1io,
ivi, 1978; Il libro dei
perché, a cura di M. Argilli, illustrazioni di E. Luzzati, 1984; Il
secondo libro delle filastrocche, Torino, Einaudi, 1985.
Tra i testi rodariani novaresi di Rodari: Il ragioniere-pesce del Cusio, «Lo Strona», 1 (1978), poi Novara,
Interlinea, 1998 oltre che nell'edizione scolastica di C'era due volte il barone Lamberto; Ricordi e fantasie tra Nigoglia e
Mottarone, «Lo Strona» 4 (1979).
Bibliografia della
critica
C.
Poesio, Gianni Rodari, «Schedario»,
109, gennaio-febbraio 1971; P. Boero, Lc
favole della libertà, «J1 Secolo XIX», 2 aprile 1971; T. De
Mauro, La fantasia è un meccano, «Paese
Sera», 25 gennaio 1974; N. Orengo, «Ci racconta
una novella.» [intervista], «Libri nuovi», luglio 1974; M.
Argilli, La fuga delle marionette,
«L'Unità», 12 dicembre 1974; R. Salomon, Gianni
Rodari, I'Andersen italien, «Europe», 616-617, agostosettembre
1980; Leggere Rodari, a cura
di G. Bini, supplemento a «Educazione oggi», Pavia, Amministrazione
Provinciale, Ufficio Scuola, gennaio 1981; M. Corti, Giocare
all'aquilone con la Santa Trinità, «La Repubblica», 3 marzo 1981;
P. Boero, Gianni Rodari tra
Nigoglia e Mottarone, «Lo Strona», 2 (1981); Rodari
e la sua terra, a cura di L. Cerutti, Omegna, Amministrazione
Comunale, 1984; P. Boero, Ritorno al lago d'Orh: autobiografia e scrittura per /?infanzia in
Gianni Rodari, in Il lago d'Orta
nella letteratura, a cura di L. Cerutti, Omegna, Comunità Montana
Cusio Mottarone, 1986, M. Argilli, GianniRodan:
Una biografia, Torino, Einaudi, 1990; C. De Luca, Gianni Rodari. La gula sapienza della fantasia, Catanzaro, Abramo,
1991, Scritti di Gianni Rodari su
quotidiani e periodici, a cura di G. Diamanti, Orvieto, Centro Studi
Gianni Rodari, 1991.
Per una guida bibliografica completa: P. Boero, Una
storia. Tante storie, Torino, Einaudi, 1992, pp. 289-295
Su Rodari e il lago d'Orta: P. Boero, Gianni
Rodari tra Nigoglia e Mottarone, da Strona», 2 (1981); L. Cerutti
(a cura di), Rodari e la sua
terra, Atti del Convegno, Omegna, Amministrazione Comunale, 1984; P.
Boero, Ritorno al lago d'Orta:
..., cit.; C. Bermani, Gli
altri Rodari, «Le Rive», 3-4 (1990); Rodari,
le parole animate, a cura di R. Cicala e A. Lavatelli, Novara,
Interlinea-Centro Novarese di Studi Letterari Provincia di Novara, 1993;
P. Boero, prefazione a G. Rodari, Il
ragioniere-pesce del Cusio, con una nota di L. Cerutti e tavole di
M. Maulini, Novara, Interlinea, 1998.
(a
cura di Lino Cerutti)
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