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STORIA |
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ORIGINI |
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Novara è situata tra il torrente
Agogna e il
Terdoppio e dista 101 chilometri da Torino e 50 da Milano. La città ebbe origini
antichissime, tanto che quando si formò nella sua totalità, Roma non esisteva ancora. Inizialmente Novara non era un centro cittadino ben definito ma costituiva linsieme
delle popolazioni che abitavano i laghi vicini o le pianure circostanti. Riguardo alle
origini della città vi sono due ipotesi differenti: secondo Catone furono fondatori i
Levi, una tribù ligure stanziatasi tra il Sesia e il Ticino, secondo Plinio i Galli
Vertocomacori. La storia ci dice comunque che Novara venne edificata in un primo tempo dai
Liguri e, dopo essere stata distrutta dai Galli di Belloveso, fu ricostruita dai
Vertocomacori, popolazione gallica proveniente dalla Provenza. Così le caratteristiche
celtiche prevalsero su quelle liguri e il nome stesso di Novara può derivare da due
termini gallici: ar, che significa "sopra" e var,
"acqua". In effetti la città si trova in una posizione elevata rispetto ai
luoghi circostanti ed è vicina a fiumi e torrenti. Novara presenta un
impianto tipico degli insediamenti romani sulla Gallia Cisalpina ed
è costruita attorno a due assi principali: il DECUMANO ( attuali
Corso Italia e Corso Cavallotti) e il CARDO ( Corso Cavour e Corso
Mazzini). La città era difesa da una cerchia di mura ancora visibili
in piazza Cavour, all’Istituto Santa Lucia, all’ex caserma dei
vigili del fuoco e all’ex collegio Gallarini. In queste mura
costruite con OPUS MIXTUM si aprivano quattro porte, da cui
partivano le strade in direzione di Milano, Vercelli-Ivrea,
Tortona-Genova e verso il Sempione. Il perimetro racchiuso dalle
mura era sacro, per questo non vi potevano essere sepolti i corpi
dei defunti, che avevano la loro sepoltura all’esterno della città.
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DAI ROMANI AI
LONGOBARDI |
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Intorno al 187 a.C., i
Romani, soggiogati gli Etruschi e gli altri popoli dellItalia meridionale, fecero in
modo che Novara diventasse una colonia. Il dominio romano è testimoniato da monumenti e da
marmi con iscrizioni di quel periodo, conservatisi sino ad oggi. Tali reperti artistici
fanno riferimento allesistenza di edifici sacri e profani, di magistrature, collegi
e personaggi illustri, consentendo di ricostruire aspetti della vita del tempo. Durante il
periodo romano, Novara fu naturalmente una città pagana legata a divinità
dellOlimpo greco che erano ereditariamente passate al culto romano.
Nei secoli
successivi al dominio romano, la storia di Novara si fa buia e offuscata sino al 569 d.C.,
con loccupazione dei Longobardi che si stabilirono nella città, unendosi alla
popolazione indigena. La dominazione longobarda fu molto significativa da un punto di
vista religioso. Infatti, proprio in questo periodo, la popolazione novarese abbandonò il
culto olimpico greco-romano per abbracciare il cristianesimo, divulgato secondo la
tradizione da san Gaudenzio, primo vescovo della città.
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DOPO IL MILLE |
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In età medioevale, dopo le
violente lotte con Enrico V che, assalita Novara nel 1110, ne distrusse le mura, il potere
vescovile predominante venne subordinato al nuovo ordinamento comunale. Nella prima metà
del XII secolo, a Novara si costituirono due fazioni ben distinte: quella
"sanguinea", di tendenza guelfa, e quella "rotonda", affine ai
ghibellini. È importante sottolineare che tali fazioni non avevano tanto lo scopo di
esprimere una tendenza politica, quanto piuttosto di mettere in luce rivalità tra
famiglie, aspirazioni personali e volontà di prevalenza. Per far fronte alle lotte interne
cittadine, la popolazione comunale novarese decise di essere governata da un podestà o
capitano del popolo: il primo fu Martino della Torre, uomo capace che riuscì ad attenuare
i contrasti tra le diverse fazioni. I secoli dal XII al XV furono per la città densi di
avvenimenti politici: sottomessa da Federico Barbarossa nel 1154, Novara aderì alla Lega
Lombarda nel 1168. In seguito alle lotte con Vercelli per il predominio sulla Valsesia e i
contrasti tra le fazioni nobiliari dei Tornielli e dei Brusati, nel 1311 passò sotto il
dominio visconteo e subì tutte le conseguenze della guerra tra i Visconti e gli Sforza.
Questo periodo è testimoniato dai dittici eburnei della fine del secolo V,
conservati presso lArchivio Capitolare. |
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DALLA SPAGNA AI
SAVOIA |
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Nel Seicento la dominazione
spagnola è ricordata principalmente per il malgoverno e perché la città fu trasformata
in piazzaforte mentre si distruggevano i suoi popolati sobborghi. Nel 1713 Novara passò sotto il
dominio austriaco, sancito dal trattato dUtrecht dell11 aprile. Dopo la pace
di Vienna del 1735, tra la Francia, lAustria e la Sardegna, la città fu concessa a
Carlo Emanuele III, diventando parte degli Stati Sardi. In seguito alla rivoluzione
francese, durante il periodo napoleonico, Novara divenne capoluogo del dipartimento
dellAgogna e nel 1814 tornò ad essere dominio sabaudo.
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IL RISORGIMENTO E IL
23 MARZO 1849
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Durante il periodo
risorgimentale, non si possono tralasciare due battaglie significative combattute a
Novara. La prima si svolse nellaprile del 1821 tra i liberali piemontesi e le truppe
di Carlo Felice, rinforzate dallaiuto di reggimenti austriaci. I combattimenti si
realizzarono sotto le mura di Novara e determinarono il predominio austriaco su alcune
città del Piemonte. La seconda risale al 23 marzo del 1849 tra Piemontesi e
Austriaci, che si scontrarono alla Bicocca, a sud della città, lungo la valle
dellArbogna. La sera stessa Carlo Alberto abdicò, in una sala di Palazzo Bellini,
in favore del figlio Vittorio Emanuele II. E proprio dalle ceneri di questa sconfitta
prese vigore il moto del Risorgimento italiano.
Da allora la storia di Novara è parallela
a quella del Regno di Sardegna, di cui faceva parte, mentre lItalia cominciava il
suo cammino verso lunità e lindipendenza: monarchia sabauda sino al 2 giugno
del 1946, lItalia divenne repubblica attraverso un referendum in cui, per la prima
volta, votarono anche le donne, comprese quelle novaresi.
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