L'usura di nuovo al centro dell'attenzione dei carabinieri della Compagnia di Arona. Una importante operazione è stata condotta dai militari dell'Arma: i dettagli saranno divulgati solo domani ma si sa che è la prosecuzione dell'inchiesta "Borgo pulito", che lo scorso maggio portò alla luce un vasto giro di usura nell'Aronese. Quindici le ordinanze di custodia cautelare che erano state eseguite, 9 in carcere e 6 ai domiciliari, e le 30 denunce a piede libero: tutto era partito da Borgo Ticino, dove abitava la figura ritenuta "perno" del giro di usura ed estorsione, un imprenditore che aveva chiesto un prestito di 150mila euro a personaggi legati alla 'ndrangheta. Non riuscendo però a pagare il debito divenne di fatto un complice, cominciando a prestare assieme ad altri soggetti della zona a sua volta soldi, arrivando persino a estorcere il suo stesso figlio.
Proprio nei giorni scorsi la Procura di Novara ha chiesto i primi 13 rinvii a giudizio, mentre evidentemente le indagini hanno continuato a procedere scoprendo ulteriori scenari criminosi. A quanto appreso diversi gli arresti eseguiti anche in questa occasione tra Piemonte e Lombardia: il giro di usura infatti riguardava entrambe le sponde del Ticino, tant'è che l'inchiesta è stata coordinata dalla Procura di Busto Arsizio.