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Il Broletto e i Musei Civici
Il Broletto è un
interessantissimo complesso architettonico costituito da quattro edifici
storici. Il palazzo del Comune, con un portico al piano terra sovrastato
da un ampio salone per le assemblee pubbliche, o Arengo, decorato sulla
facciata da un fregio pittorico con scene cavalleresche, risale al XIII
sec.; dello stesso periodo è il palazzo dei Paratici; il palazzo del
Podestà e il palazzo dei Referendari, con
decorazioni in cotto alle finestre, datano invece tra la fine del XIV e
l’inizio del XV sec. Il Broletto, cuore pulsante della città, fu
anche sede delle corporazioni artigiane e ospita oggi i Musei Civici,
con collezioni d’arte e reperti archeologici che riconducono agli
albori della storia novarese. Fa parte della struttura museale anche la
Galleria Giannoni, in corso di restauro, una grande raccolta di opere
pittoriche e scultoree dell’Ottocento e del Novecento. Non lontano, in
via Gaudenzio Ferrari, palazzo Faraggiana
ospita il Museo di Storia Naturale recentemente riaperto dopo un
completo rinnovamento.
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Il duomo e il battistero
L’attuale
cattedrale neoclassica di Novara risale alla seconda metà
dell’Ottocento e fu costruita dall’Antonelli, che, secondo un
costume consolidato all’epoca, abbatté l’antico duomo romanico.
Della precedente cattedrale a tre navate, consacrata nel 1132, resta
il pregevole pavimento in mosaico (XII sec.) del presbiterio oltre ad
alcuni arredi e pitture. Di rilievo lo Sposalizio di Santa Caterina di
Gaudenzio Ferrari e dipinti di Bernardino Lanino e Callisto Piazza,
mentre arazzi fiamminghi del 1565-75 decorano la navata centrale.
Attigua alla sacrestia l’antica cappella di San Siro, risalente al XII
sec., dove si possono ammirare importanti affreschi. Di fronte al duomo
sorge il battistero paleocristiano a pianta esagonale, che, risalendo al
IV-V secolo, è il monumento più antico di Novara ed è stato oggetto
di un importante restauro. Da segnalare, poi, nella piazza del Duomo
(piazza della Repubblica), l’antico edificio della Ministreria.
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La Canonica e il Museo Lapidario
Alle
spalle del duomo e del palazzo Vescovile il quadriportico della Canonica
raccoglie una ricca collezione di reperti di grande interesse
archeologico voluta nel 1813 dall’erudito Carlo Francesco Frasconi che
collocò sotto le arcate dei portici antichi monumenti epigrafici del
territorio novarese. Da segnalare una stele del I sec., un’iscrizione
celtica del II sec. a.C. e il famoso Rilievo della nave, bassorilievo in
marmo che ricorda i primordi della Chiesa novarese. Attualmente sono
esposti all’esterno i calchi mentre gli originali sono conservati al
primo piano del lato nord del chiostro nel nuovo Museo Lapidario.
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Il Castello
Costruito nella
struttura principale durante il dominio di Galeazzo Visconti, verso la
seconda metà del Trecento, il castello sorge sull’area dove esisteva
una fortificazione dugentesca.
A partire dal 1472 il castello, vera e propria piazzaforte strategica
della città, fu interamente ristrutturato e assunse l’aspetto che
ancora oggi conserva, nonostante il degrado del tempo e l’utilizzo in
tempi recenti come carcere. Intorno al castello si distende il grande
parco dell’Allea, vero e proprio polmone verde della città, oggi
attrezzato secondo criteri
attuali, ma che nel disegno e nella struttura, anche delle piantumazioni,
riporta alla tradizione dei grandi giardini del passato. Di fronte al
castello si affaccia sulla piazza dei Martiri l’ottocentesco palazzo
Orelli o del Mercato
con l’elegante porticato perimetrale, tipico della Novara
ottocentesca. All’interno è la sala contrattazioni della Borsa.
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Il teatro Coccia
Definito in passato “l’anticamera della Scala” il teatro Coccia
venne inaugurato nel 1888 sul luogo del teatro cittadino settecentesco.
Dopo il recente restauro interno, il Coccia, che è uno dei teatri
italiani di tradizione, ospita, tra l’altro, stagioni liriche e di
prosa con cartelloni di alto livello, oltre a concerti sinfonici nel
ricordo del direttore d’orchestra novarese Guido Cantelli, al quale è
dedicato il Conservatorio ospitato nel vicino
palazzo Gallarini.
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Intorno
alla Barriera Albertina
Dedicati a Carlo
Alberto di Savoia e inaugurati nel 1837, i due edifici gemelli
della Barriera, i cui prospetti sono decorati con statue allegoriche
raffiguranti virtù o attività civiche, erano destinati originariamente
a sedi della Guardia e del dazio al termine della strada regia
proveniente da Vercelli, ora viale XX Settembre. Lungo questo viale
alberato sono da segnalare
casa Bottacchi, decorata con il cotto dell’omonima fornace
ottocentesca novarese, e
casa Fiorentini, all’angolo con viale Dante, in elegante stile
liberty.
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La chiesa di San Marco
La prima pietra di
questa chiesa fu posata dal vescovo Carlo Bascapè, discepolo di san
Carlo Borromeo, nel 1607. Ricca di opere pittoriche e di scultura, San
Marco è a navata unica con sei cappelle laterali. Di particolare
rilievo i confessionali e il pulpito lignei. Dello stesso periodo in
città vi è la chiesa di Sant’Eufemia,
in via Magnani Ricotti, dall’elegante facciata concava con evidenti
influssi del Borromini.
La chiesa di San Pietro al Rosario
Consacrata nel
1618, la chiesa di San Pietro al Rosario, nell’attuale piazza Gramsci,
ha un’unica navata e presenta nel presbiterio un ciclo di particolare
rilievo con Storie di San Pietro Martire, dipinto da Giovanni Mauro
della Rovere detto il Fiammenghino nel 1637 come ex voto della comunità
civica novarese dopo la peste del 1630. Nella chiesa si conserva anche
un gruppo marmoreo quattrocentesco della Vergine col Bambino,
appartenente alla romanica Santa Maria di Ingalardo, preesistente alla
costruzione barocca. Nelle vicinanze vanno poi segnalate la chiesa di
Ognissanti,
l’unica romanica (nominata fin dal 1124) superstite in città, con
edificio a tre navate, con campate e tiburio in stile romanico maturo, e
la medioevale
casa Della Porta.
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L’abbazia
di San Nazzaro della Costa
Posta su una collinetta alla periferia sud-est della città, accanto al
cimitero, consta di una chiesa del XV sec., in parte ristrutturata in
epoca successiva, e dell’attiguo convento, oggi dell’ordine dei
Frati Minori Cappuccini. All’interno della chiesa, con struttura ad
aula unica scandita da grandi archi trasversali e cappelle laterali,
un’interessante Crocifissione è affrescata nella zona absidale. Di
notevole rilievo l’Annunciazione, della fine del XV sec. e attribuita
al giovane Bernardo Zenale, che un recente restauro ha riportato alla
luce sull’arco della seconda cappella a destra.
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La Piramide Ossario della Bicocca
Il sobborgo della
Bicocca, alla periferia sud di Novara, fu teatro, il 23 marzo 1849, di
una decisiva battaglia tra gli eserciti piemontese e austriaco culminata
con la sconfitta dell’armata sabauda e con l’abdicazione di re Carlo
Alberto a favore di Vittorio Emanuele II: l’evento costituì un punto
di svolta nel Risorgimento italiano. La battaglia è ricordata da un
singolare edificio inaugurato nel marzo 1879, la Piramide Ossario (in
corso XXIII Marzo), che conserva la memoria dei caduti sul campo. Nella
zona è in costituzione il Parco della Battaglia.
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Fuori
porta: pianura e laghi
I dintorni di
Novara sono ricchissimi di storia, di bellezze naturali, di tradizione.
La bassa novarese, con il suo tipico paesaggio di acqua e terra, con le
coltivazioni delle risaie offre, soprattutto in direzione sud-est (nella
striscia tra Granozzo e le campagne che si affacciano alla vicina
Lomellina), innumerevoli scorci
con cascine anche pregevoli, a Garbagna, Borgolavezzaro, Nibbiola,
testimonianze della civiltà contadina di ieri e di oggi. Questi
paesaggi raccontano epoche misteriose e antiche soprattutto nella Bassa
Valsesia, da Briona a Romagnano, con la miriade di castelli e ricetti
che punteggiano la pianura (a Biandrate, Recetto, Castellazzo,
Sillavengo, Briona, Carpignano, Ghemme...). Proprio in questa direzione
c’è la testimonianza forse più significativa dell’arte medievale
nel Novarese, l’abbazia fortificata di San Nazzaro Sesia, edificata a
partire dal 1040 dal vescovo conte di Novara, Riprando. Per chi ama
invece la natura, è d’obbligo uno sguardo alla valle del Ticino, che
è costituita da molti anni in Parco Naturale e che offre varie
possibilità di visita, compresa quella in bicicletta su una fitta rete
di piste ben segnalate: attraverso il parco passa il sentiero ciclabile
europeo E1, che si può incontrare lungo tutta la vallata (un punto di
riferimento possibile è la cascina Pichetta, nel territorio del comune
di Cameri). Se, infine, ci si vuole spingere un po’ più a nord, non
si può dimenticare l’incantevole scenario del lago d’Orta, a meno
di 50 km dal capoluogo, con angoli suggestivi come la piazza Motta di
Orta, un vero e proprio salotto, che si affaccia sulla splendida isola
di San Giulio, perla incastonata nel lago.
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