Razzismo: è questa l’accusa che pende da più parti sul provvedimento deliberato dal Dirigente scolastico Teresa Valsesia e dal Consiglio di Circolo in merito ai criteri di precedenza nell’ammissione delle richieste d’iscrizione alla frequenza della scuola materna borgomanerese. Il punto che fa scandalo, e che ha portato Borgomanero alla ribalta delle cronache nazionali, è proprio il primo: la cittadinanza italiana. I bambini di nazionalità italiana avrebbero cioè la precedenza nelle graduatorie rispetto a quelli stranieri.
Il tutto è nato dalla delibera approvata il 15 febbraio 2012 dal Consiglio di Circolo, il cui presidente è Fausto Guidetti, e dalla Dirigente Valsesia che ha stabilito 5 criteri di scelta: cittadinanza italiana, residenza nel Comune, presenza di fratelli già iscritti nella stessa scuola o frazione, età anagrafica e residenza nella zona vicina alla scuola. Con questi criteri i bambini stranieri che non potranno accedere alle scuole del centro città (Corso Roma, via delle Scuole e via Pascoli) sono 17: saranno costretti, se nulla cambia, a iscriversi nelle scuole delle frazioni, sempre che i genitori abbiano la possibilità di accompagnarli con i propri mezzi.
Un provvedimento che non è piaciuto a molti. Tra questi il Sindaco Anna Tinivella: “Abbiamo avuto contatti con la Dott.ssa Valsesia e abbiamo espresso il nostro parere assolutamente contrario ma ci è stato risposto che non erano scuole dell’obbligo. Il Comune non ha però potere su queste scelte. Intanto abbiamo chiesto alla Regione la creazione di un’altra sezione, in modo da potere soddisfare tutte le richieste e non lasciare fuori nessuno”.
In completo disaccordo anche il Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale Giuseppe Bordonaro: “La decisione non è di nostra competenza. Siamo venuti a conoscenza del fatto in queste ore, e proprio oggi pomeriggio abbiamo inviato una comunicazione in cui esprimiamo il nostro parere contrario. Tuttavia l’USP può solo far notare l’illegittimità di tale criterio e suggerirne la revoca”.
Tra le voci che si sono alzate a difesa dei genitori e dei bambini c’è anche quella dell’ASGI (Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione) che ha spedito una lettera alla dirigente scolastica, all’Ufficio Scolastico Regionale, fino ad arrivare ai Ministeri dell’Istruzione, della Cooperazione internazionale e all’Ufficio anti-discriminazioni razziali. “Le scuole dell’infanzia - si legge nella lettera - [sono] parte del sistema educativo fondamentale. I criteri universalistici di accesso all’istruzione [sono] fissati a livello internazionale, europeo e costituzionale. Con riferimento ai criteri per la formazione delle graduatorie per l’accesso alle scuole dell’infanzia, l’ introduzione di un criterio di preferenza fondato sulla cittadinanza italiana, a prescindere da ogni altra condizione soggettiva, determina una discriminazione su basi di nazionalità a danno dei cittadini stranieri. Tale discriminazione è incompatibile con il diritto internazionale e comunitario in quanto confligge con il principio di universalità e di non discriminazione nell’accesso all’istruzione quale diritto umano fondamentale previsto tra l’altro dai seguenti strumenti di diritto internazionale ratificati e vincolati per il nostro paese”.
Intanto la Dott.ssa Valsesia, nel pieno della bufera, ha fatto sapere a mezzo stampa che la modalità adottata è stata utilizzata anche negli scorsi anni, quando gli iscritti hanno superato il numero limite di accoglienza e che tali criteri, inoltre, permettono delle valutazioni oggettive.
Nelle prossime ore su Novara.com aggiornamenti con le interviste ai genitori dei bambini colpiti dal provvedimento.
sarebbe ora che gli italiani siano trattati al pari degli stranieri: stessi diritti , stessi doveri !!!!! .. e stessa tolleranza !!!!
mi sembra surreale che nel 2012 stiamo ancora parlando di cittadini di serie A e cittadini di serie B, adesso cacciamo gli starnieri domani darà fastidio il bambino disabile e cosi via, anche se non sono scuole dell'obligo mi sembra un diritto mandare i prorpi bambini alla materna e mi sembra più che giusto che ci siano delle graduatorie che non dipendono però dal essere italiani o no, visto che anche gli stranieri contribuiscono alla richezza di questo paese pagando le tasse e lavorando onestamente. Per un bambino avere un compagno di classe straniero e solo un arricchimento culturale e non può ancora oggi essere visto come un dato negativo, e ora di cambiare mentalità e aprire gli occhi!!
Inoltre ... ci sarebbro da approfondire i metodi usati dalla dirgente per decidere il fabbisogno dei docenti e la prassi seguita,in seguito, per il loro reclutamento.
era ora che si tutelassero un po gli italiani e non solo gli extracomunitari come si fa sempre...
Il diritto all'istruzione riguarda la scuola del'obbligo, e non la materna. Quindi non mi pare che sia violata alcuna norma costituzionale. I posti nella scuola materna ci sono, ma non in quelle del centro, basta spostarsi di qualche km 2/3 e ci sono libere tante altre scuole NON DELL'OBBLIGO, nessuna discriminazione o il comune potrebbe mettere a disposizioni pulmini per accompagnare i bambini nelle scuole. A Borgomanero ci sono tanti immigrati, ben vengano, ma qui quelli realmente discriminati mi sembra che siano i piccoli Burbanelli.
Qui non si tratta di tutelare italiani o stranieri, ma di tutelare chi paga le tasse a discapito di chi non le paga. Gli stranieri che sono a posto con i tributi è doveroso che vengano trattati alla pari degli italiani in regola col fisco. Io piuttosto userei i seguenti come criteri di selezione per le materne: a) genitori entrambi occupati b) genitori occupati a tempo pieno c) data della richiesta di iscrizione d) numero di figli.