“La linea ferroviaria Arona-Santhià è stata soppressa per decisione della Seconda Commissione della Regione Piemonte, insieme ad altre 11 linee secondarie, con un provvedimento fatto in fretta e furia, senza fornire dati attendibili che lo giustifichino, usando due pesi e due misure a seconda dei territori interessati: la linea Novara-Varallo, ricordiamo, è stata graziata e gode di un trattamento di favore, solo per evitare agli amministratori locali della Lega l’imbarazzo di dover giustificare i tagli anche in casa propria. Ci sentiamo presi in giro come giovani studenti e lavoratori pendolari, ma soprattutto come cittadini, da questa scelta e siamo profondamente indignati per quanto accaduto”. Lo scrivono in una nota i Giovani Democratici Valsesia-Valsessera in merito alla decisione presa settimana sul Programma triennale dei servizi di trasporto pubblico locale dalla Seconda Commissione della Regione Piemonte. Un duro attacco quello dei Giovani Democratici soprattutto verso la Lega Nord che a loro dire si “dimostra ancora una volta di essere spaccata al suo interno, incompetente e inaffidabile: a Torino vengono presi dei provvedimenti che sono immediatamente contestati anche dagli stessi amministratori locali leghisti (una caso per tutti, quello di Gattinara). Ma come è possibile?. Chi si occupa di politica a livello regionale e nazionale – scrivono -dovrebbe essere capace di avere una visione d’insieme dei problemi che è chiamato ad affrontare, e non restare arroccato in difesa del proprio piccolo feudo, senza badare a quello che succede nelle immediate vicinanze e ha ripercussioni sulla vita di tante persone. Perché la linea Novara-Varallo dovrebbe godere di tutele maggiori della Arona-Santhià? Non sono stati forniti dati sul traffico che giustifichino la decisione presa. Ci chiediamo dove sia in tutto questo il senso di responsabilità nei confronti dei cittadini”. Per questi motivi i i Giovani Democratici Valsesia-Valsessera saranno presenti con un banchetto in piazza durante il mercato di Borgosesia, sabato 9 Giugno, per sensibilizzare e informare la cittadinanza sulla situazione attuale e sui provvedimenti presi.
“Il trasporto ferroviario locale è un servizio pubblico, erogato con finanziamenti della Regione e con questa concordato e pianificato, non un bene soggetto esclusivamente ad una valutazione economica costo-guadagno. Pur essendo consapevoli dei limiti dati da una gestione del servizio non sempre impeccabile, riteniamo di fondamentale importanza ribadire che il trasporto ferroviario locale garantisce la possibilità di collegamento tra zone considerate periferiche con punti nevralgici, fornendo un servizio fondamentale alla cittadinanza e permettendo una migliore qualità della vita e contribuendo quindi a contrastare il fenomeno di spopolamento delle valli. Va sottolineato che in un territorio soggetto a maltempo e nebbia nel periodo invernale, il servizio con autolinee è molto più lento, meno efficiente e più pericoloso”. Il gruppo pone all’attuale maggioranza regionale due domande: “Quale il vantaggio per i cittadini con una sostituzione di questo tipo? Chi ha previsto questi tagli dalla sera alla mattina ha pensato che i pendolari che si muovono in treno lo fanno per raggiungere luoghi di studio e di lavoro, e che non possono permettersi le bizze di un servizio mutilato e inefficiente?”
“Le infrastrutture esistenti, tanto più se sono state recentemente oggetto di manutenzioni straordinarie e modernizzazioni, vanno mantenute in servizio e incentivate. In tempi di crisi diffusa è necessario essere capaci di valorizzare e potenziare le strutture che già abbiamo a disposizione, anziché smantellarle giocando al ribasso impoverendo ulteriormente territori già per molti versi disagiati. Con l’aumento dei prezzi della benzina, poi, le persone sono naturalmente inclini ad appoggiarsi maggiormente al servizio di trasporto pubblico: sarebbe lungimirante essere in grado di sostenere questa domanda, promuovendo il servizio ferroviario anche laddove il numero di passeggeri è valutato come troppo basso, non facendo l’esatto contrario. La politica – concludono - dovrebbe farsi carico proprio di tutto questo al di là degli slogan e delle espressioni ormai abusate “vogliamo essere padroni a casa nostra”, “siamo radicati sul territorio e sempre dalla parte della gente”. Ma gli esponenti locali della Lega Nord, proprio come l’intero partito a livello nazionale, hanno dimostrato di non essere minimamente all’altezza della situazione”.
i giovani demo potrebbero trovarsi con i giovani padani, aspettare i giovani della libertà e chiedere ai loro vecchi in regione cosa hanno votato in merito !!!! poi tutti insieme andare dove gli dice la gente !!!!