Una folla di bandiere rosse su cui campeggiava la scritta Cgil e un gazebo bianco hanno invaso l’Angolo delle Ore a Novara per un presidio di protesta questo pomeriggio, 10 Maggio 2012. Scopo della manifestazione portare a conoscenza dell’opinione pubblica le proprie richieste di una riforma del lavoro che contrasti davvero la precarietà e che dia la possibilità di trovare un impiego soprattutto ai giovani.
Nello specifico la Cgil chiede: la cancellazione dei contratti “truffa”, ossia la riduzione delle quarantasei tipologie contrattuali per impedire l’uso improprio del lavoro autonomo e dello stage; ammortizzatori che siano realmente universali, con l’estensione dell’indennità di disoccupazione anche ai precari; un equo compenso facendo valere per tutti il minimo contrattuale senza far gravare l’aumento dei contributi sui collaboratori e sui lavoratori a partita iva; investimenti che vadano nella direzione della creazione di nuovi posti di lavoro al fine di combattere la disoccupazione.
«Oggi è la giornata nazionale della Cgil contro il precariato- ha spiegato Angelo Ongaro, Segretario Organizzatore della Camera del Lavoro di Novara- Proprio qui a Novara il 2 Maggio abbiamo avuto una sentenza a favore di 91 precari della scuola per un risarcimento di oltre 1.000.000.000€. Quindi ci domandiamo se effettivamente si possa considerare vantaggioso una tipologia di lavoro di questo tipo. Noi non siamo contro il precariato in quei settori, come i lavoratori stagionali, che hanno giocoforza un andamento discontinuo, ma non possiamo tollerare che vi siano dei lavori che, pur non essendolo, vengono resi temporanei.
In più dobbiamo anche considerare che nel termine precariato rientrano tutta una serie di tipologie di rapporti di lavoro che il Governo si era ripromesso di rivedere, ma che, alla prova dei fatti, non sono stati ancora modificati. Sono le collaborazioni e tutti quei contratti che hanno pochissime tutele o garanzie, cosa che priva moltissimo lavoratori di quei diritti che dovrebbero essere riconosciuti a tutti. Dobbiamo fare in modo che non vi sia una discrepanza in termini di costi fra i diversi tipi di contratto; solo così, infatti, potremo impedire che i datori di lavoro “furbi” sfruttino queste differenze per non assumere a tempo indeterminato»
Poveri datori di lavoro!!!